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GRAVELLONA TOCE- 04-12-2017- Presentata venerdì sera, presso la libreria di “Evolvo libri”, l’ultima pubblicazione di racconti di Giorgio Borghini, raccolti dai grandi anziani: nonne e nonni ospitati nella struttura residenziale della “Fondazione Opera Pia Domenico Uccelli” di Cannobio. I tre volumi sono: “Il regalo dei nonni”, “Tre ponti e un segreto” e il “Presepio di nonna Silvia”. Borghini, opera dal1999 presso la struttura per anziani cannobiese, nel campo dell’animazione e lo sviluppo relazionale delle persone. “Mi occupo di portare avanti l’attività dello sviluppo relazionale -ha spiegato Borghini-, che ha l’obiettivo di favorire lo sviluppo della socializzazione tra gli anziani, facendo scoprire loro una convivenza che, quasi mai è scontata e voluta dai grandi anziani. L’attività di socializzazione, è volta a favorire il mantenimento delle capacità cognitive degli anziani, -ha sottolineato-, attraverso il raccontarsi e l’esercizio dell’espressività del corpo e della mente”. Tra le molte attività che investe nell’animazione, allo scopo di mantenere l’esercizio mentale dei vecchi ospiti, un grande ruolo lo svolgono i corsi di ripasso di terza, quarta, quinta elementare, di storia e calcoli, con testi degli anni ‘50/60. Mirko Zullo, nel presentare i tre volumi che raccolgono le storie dei grandi anziani ospiti della “Fondazione Opera Pia Domenico Uccelli”, ha evidenziato l’importante ruolo che rappresentano per i nonni i nipoti. Le storie scritte da Borghini nei tre volumi, raccontano di un mondo lontano, quando gli uomini dovevano lasciare la famiglia per andare a lavorare e, toccava alle donne sobbarcarsi il grave compito di crescere e curare i figli, coltivare i campi e accudire nelle stalle gli animali. L’autore incalzato Zullo, non ha peraltro nascosto la fatica fatta nello scrivere quanto raccontato dagli anziani ospiti della struttura cannobiese. “E’ un mondo diverso -ha osservato Borghini- a partire dal lavoro, quello raccontato e vissuto dai grandi vecchi. Basti pensare all’economia e allo stile di vita delle famiglie e delle persone negli anni ’60 nelle valli cannobine. In quel periodo -ha aggiunto-, il lavoro era inteso diversamente da oggi. Quando ad esempio per lavorare occorreva andare all’estero ma, basta pensare -ha raccontato- , alla questione della spazzatura che a quei tempi non era un problema: era un mondo in cui non si buttava via niente”. Dalla società di allora ad oggi, per gli anziani, si è perso il senso del sacro religioso e dei costumi.

G.P.C.

 

 

 

 

 

 

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