1

Calendario liturgico Beltrami don Andrea medium

OMEGNA- 10-04-2018- Nel mese di aprile ricorre l’anniversario della traslazione in forma privata dei resti mortali di don Andrea Beltrami dal cimitero di Omegna all’interno della collegiata di Sant’Ambrogio avvenuto il 21 aprile 1921.

Ora inizia un cammino di un gruppo di preghiera per la beatificazione del Venerabile Don Andrea Beltrami. Gli incontri, aperti a tutti, si svolgeranno ogni giorno 3 del mese alle ore 18 in Collegiata mentre il giovedì 19 (o il 20 di norma) saranno alle 21 presso l’abitazione di casa Beltrami in via Alberganti.

Accompagnerà il cammino del gruppo Don Andrea Primatesta mentre referente sarà Antonio Vitali, intanto Barbara Cressoni e Ilaria Valentini stanno partecipando al corso per le cause di Canonizzazione dei Santi che si sta svolgendo a Roma.

Don Andrea Beltrami ricevette in famiglia un'educazione profondamente cristiana, che fu poi sviluppata nel collegio salesiano di Lanzo ove entrò nell'ottobre del 1883 e dovematurò la sua vocazione. Nel 1886 ricevette l'abito chiericale da don Bosco, a Foglizzo. Nei due anni (88-89) che trascorse a Torino-Valsalice portò a termine i due corsi triennali concludendoli con le rispettive maturità come privatista. Risale a questo periodo la conoscenza del Principe polacco, Augusto Czartoryski, da poco entrato in Congregazione. Questi si ammalerà presto di TBC e sarà don Beltrami - che era entrato subito in sintonia con lui - a fargli da angelo custode sia a Valsalice sia nelle altre località dove l'ammalato soggiornò. Quando poi a sua volta don Beltrami si ammalerà della stessa malattia visse la sua sofferenza con letizia interiore. Ordinato sacerdote da mons. Cagliero, si diede tutto alla contemplazione e all'apostolato della penna. D'una tenacia di volontà a tutta prova, con un desiderio veementissimo della santità, consumò la sua esistenza nel dolore e nel lavoro incessante. "La missione che Dio mi affida è di pregare e di soffrire", diceva. "Né guarire né morire, ma vivere per soffrire", fu il suo motto. Esattissimo nell'osservanza della Regola, ebbe un'apertura filiale coi superiori e un amore ardentissimo a don Bosco e alla Congregazione. Nei quattro anni che gli rimasero di vita dopo il sacerdozio, scrisse alcuni opuscoli ascetici molto pregiati, ma soprattutto si dedicò all'agiografia scrivendo varie biografie di santi, e alcuni volumi di letture amene ed educative. Quando morì il 30 dicembre 1897 aveva 27 anni ed è "venerabile" dal 5 dicembre 1966.

 

 

 

 

 

 

 

 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.