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libro omegna

OMEGNA - 12-05-2019 - E' stato presentato

ieri, sabato 11 maggio, il libro “Awnitchè” di Alberta Forni presso la biblioteca civica “Gianni Rodari” di Omegna. Ad inizio incontro il giornalista Vincenzo Amato, moderatore della serata, ha ricordato il recente fatto di cronaca che ha visto la morte in mare di 70 migranti: esempio e simbolo di ciò che accade quasi ogni giorno ormai dal lontano 1990 e che ancora oggi non riesce ad essere affrontato con il giusto approccio vedendo il fenomeno nella sua complessità e non solo come evento emergenziale. L’avvocato Papa Abdoulaye Mbodj ha ricordato gli interventi legislativi per normare la migrazione che ha visto dapprima l’emanazione di un decreto legislativo ad opera dell’allora ministro della giustizia Claudio Martelli che permise la stabilizzazione dei migranti, per poi giungere alla legge Turco-Napolitano che affrontava il tema in due direzioni: l’accoglienza delle persone che raggiungevano le nostre coste e la repressione nei confronti degli scafisti e delle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di esseri umani. La legge venne smantellata dopo soli 4 anni con l’entrata in vigore della legge Bossi-Fini nel 2002 e da quel momento, secondo il giovane avvocato di Milano, si è regrediti seguendo il principio della “tolleranza zero”. Così nelle pagine del libro, dalla lettura scorrevole traspare la rabbia dell’autrice: un senso di ribellione al trattare il tema in modo superficiale, attraverso slogan e non provando a comprendere le storie e le persone che stanno dietro ai visi provati dei migranti: solo così si può  ricercare una vera integrazione.

Samuel Piana

 

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