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OMEGNA –-09-09-2019 -  Agorà, la rassegna di cultura in piazza giunta quest’anno alla seconda edizione, ha portato ancora una volta il pubblico a riflettere su grandi temi per crescere umanamente e vivere così con una maggiore consapevolezza di ciò che lo circonda. Nella mattinata di domenica 8 settembre ad aprire i lavori nella consueta cornice del Forum è stata Michela Marzano, professore ordinario di filosofia morale all’Université Paris-Descartes, che si occupa in particolare di filosofia morale e del rapporto che intercorre tra corpo (in particolare quello femminile) e società. La conferenza, dall’eloquente titolo “Generare amore”, ha mostrato come non ci sia amore senza riconoscimento, senza la possibilità di essere accettati e riconosciuti per quello che si è, indipendentemente dalle aspettative e dalle pretese altrui. Nel pomeriggio invece è stata la volta di Irene Facheris, formatrice e coordinatrice del reparto formazione della società evolve, che ha relazionato sul femminismo oggi, facendo presente come la parola femminismo porti con sé un bagaglio di stereotipi e luoghi comuni, mentre sarebbe necessario scoprire il vero significato del termine, per comprendere così come il esso combatta le discriminazioni che ognuno subisce. È seguito poi l’intervento di Gustavo Pietropolli Charmet, uno dei più importanti psichiatri e psicoterapeuti italiani, che ha trattato un tema di grande attualità, l’insostenibile bisogno di ammirazione, evidenziando come ci siano moltissimi “narcisi che palpitano al ritmo di like, desiderando di essere visibili e ammirati. A guidare molti adulti e adolescenti sono il bisogno di visibilità sociale, di notorietà e la paura di finire in un cono d’ombra sociale. È questa una delle conseguenze dell’individualismo che si traduce spesso nell’esibizione di doti inesistenti. Ma a condurre il gioco è un Sé fragile, terrorizzato di non essere all’altezza delle aspettative, che sprofonda facilmente nella paura della vergogna, la causa più diffusa di sofferenza mentale”. L’explicit di Agorà, che ha offerto “importanti momenti di riflessione e di costruzione della vita” - come ha sottolineato l’assessore alla cultura Sara Rubinelli – è stato all’insegna delle emozioni: le “emozioni riflesse” nella relazione di Michele Rizzi – docente nei licei e presidente della Società Filosofica Italiana sezione VCO e le emozioni in musica con il gran galà dell’operetta, uno spettacolo teatrale musicale di argomento gradevole, che oscillava tra il sentimentale e il comico, con l’alternanza di brani cantati, danze e scene in prosa.

 

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