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TORINO – 12-09-2020 -- Aumento dal 50% all’80%

della capacità di carico dei mezzi del trasporto pubblico locale, 29 hot spot scolastici su tutto il territorio (qui l'elenco per province) ai quali si possono portare i bambini con sintomi di contagio, fare il tampone e avere il risultato in poche ore, oltre all’attivazione del nuovo Dipartimento per le emergenze e le malattie infettive e la rimodulazione dell’Unità di Crisi.

Così la Regione Piemonte si dice “pronta ad affrontare l’apertura delle scuole convinta di aver fatto tutto il possibile”. Ma quello di “lunedì sarà il vero test per la ripartenza, che va superato tutti insieme”, ha aggiunto il presidente Cirio.

Un invito alla collaborazione, il suo, dopo le polemiche scattate in seguito all'ordinanza sulla misurazione delle temperature da parte delle scuole. “Sono dispiaciuto – ha detto Cirio – che il ministro dell’Istruzione abbia auspicato che il Governo impugni l’ordinanza di mercoledì, in quanto le Regioni hanno lavorato nelle ultime settimane per misurare la temperatura degli alunni a scuola. Ma lo Stato ha deciso di lasciare questa incombenza solo alle famiglie, mentre ha ordinato a uffici e fabbriche di farlo, senza considerare che bambini e ragazzi possono trasmettere il virus ai nonni. In Piemonte si è detto che non è sufficiente, che la misurazione a casa senza un efficace controllo a scuola non va bene, l’Usr ha risposto che la Regione non si fida delle famiglie. Nessuno ha tenuto conto delle famiglie negazioniste, che hanno già detto che la febbre ai loro figli non la misureranno perché il Covid non esiste”.

Inoltre la Regione si è detta “disposta ad aiutare le scuole ad approvvigionarsi di mascherine da consegnare ogni giorno agli alunni se lo Stato avrà difficoltà per la fornitura”.

Infine l'assessore alla Sanità Luigi Icardi ha rilevato come la situazione epidemiologica sia “al momento sotto controllo” sul piano epimediomologico.

 

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