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lago orta vista

LAGO D'ORTA - 29-11-2020 -- Rottamare le barche a motore

dal lago d’Orta e sostituirle con un parco nautico esclusivamente elettrico.

Del progetto, che potrebbe essere realizzato con incentivi attraverso la programmazione europea, ne ha parlato l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, intervenuto sabato mattina all’evento “Contratto di lago per il Cusio, riunione di fine anno 2020”. “Un progetto – ha sottolineato Marnati – che porterebbe ad un grande rilancio mediatico non solo del lago, che diventerebbe così il primo di una certa estensione a mobilità elettrica in Italia e in Europa, ma anche al rilancio dell’intera zona del Cusio”.


“E’ un obiettivo che potremmo mettere in campo solo se tutti i comuni e tutte le realtà del territorio fossero in accordo perché per raggiungere questi obiettivi occorre non più una visione “singola”, limitata ai confini di un solo comune, o di quelli rivieraschi ma il coinvolgimento di più realtà, un’area vasta ricomprendente anche i comuni interni che con il lago abbiano comunque una continuità territoriale”.
“E’ un’iniziativa nuova che guarda con attenzione non solo all’ambiente ma anche al turismo e allo sviluppo culturale ed enogastronomico della zona. Dobbiamo puntare sulla riconversione tecnologica sia per la mobilità ma anche per lo sviluppo intorno al lago, che potrebbe essere quello, presentato per il Recovery Fund, per il finanziamento della più grande rete di piste ciclabili d’Italia, che riguarda tutto il Piemonte e nel quale mi piacerebbe fosse ricompresa che la zona del Cusio”.
“Bisogna costruire progetti insieme: Regione Piemonte cercherà di fare da regia e di finanziare ma occorre iniziare a mettere in campo azioni coese e non più singole, che non possono più essere finanziate dai fondi europei. Molto il lavoro che è già stato fatto in termini di sviluppo dell’ambiente – ha concluso Marnati – ma le possibilità per il territorio sono molte e dobbiamo rilanciarlo anche a seguito della perdita subita da tutto il comparto turistico che ha inequivocabilmente danneggiato l’economia delle nostre zone”

 

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