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tribunale 16
OMEGNA – 20.04.2016 – Seicento euro di multa

e un risarcimento di 800 euro a ciascuna delle due parti civili. Si chiude con una condanna (il pm Anna Maria Rossi aveva chiesto un mese) la lite di vicinato per la legna nel bosco scoppiata nell’aprile del 2014 a Omegna, in zona San Fermo. I protagonisti erano stati Mirco Ciamaglia e i fratelli Gian Antonio e Osvaldo Spadazzi. Il primo era uscito di casa la domenica per sramare una pianta che aveva tagliato il giorno prima su un terreno comunale. I due fratelli, vicini di casa e con i quali non corre buon sangue già da una generazione, uscirono per incontrarlo e chiedergli conto di quello che, secondo loro, era un furto di legna. Sul sentiero ci fu una discussione che, secondo gli Spadazzi, vide il rivale minacciarli agitando in aria il falcetto che era custodito nella carriola. Secondo la difesa, sostenuta dall’avvocato Christian Ferretti e sostenuta dalle testimonianze dell’imputato e della moglie, non ci fu alcuna minaccia e si trattò di un diverbio. Al processo è stato anche prodotto un video girato con il telefonino dalla figlia di uno degli Spadazzi. Per la difesa quel video è la prova che i fatti avvennero in due momenti diversi e che non ci fu alcuna minaccia. Secondo l’avvocato Gaetano Metafune, legale delle parti civili, la lite andò come l’hanno raccontata i suoi assistiti – contro i quali Ciamaglia ha sporto denuncia per calunnia, presentando una querela anche contro l’autrice del video per falsa testimonianza – per i quali ha chiesto un risarcimento di 2.000 euro a testa. Il giudice Raffaella Zappatini ha giudicato l’imputato colpevole e ha stabilito un risarcimento di 800 euro. 

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