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saitta antonio
TORINO – 14.04.2015 – Meno ospedale, più territorio, meno dirigenti. Come aveva annunciato venerdì alla Fabbrica di Villadossola l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta ha portato ieri in giunta la delibera di riorganizzazione della medicina sul territorio che, nei piani della Regione, ha lo scopo di controbilanciare la riduzione dei servizi ospedalieri e di abbattere gli accessi impropri ai pronto soccorso perché – rimarca Saitta – “in Piemonte i codici bianchi e verdi sono il 90,54%”, un dato che testimonia “l’inappropriatezza della risposta alle necessità dei pazienti: si tratta di casi che si recano al Pronto Soccorso perché non trovano risposta sul territorio (fine settimana, orari serali/notturni, festività etc.) anche se molto spesso le risposte esistono”.

L’obiettivo è far lievitare le cure domiciliari per quel 40% di anziani (70-90 anni) che rappresentano la percentuale dei ricoverati.

Nel nuovo piano per l’assistenza territoriale, in concreto, c’è il rilancio dei Distretti “Lo intendiamo come il distretto della salute e della coesione sociale” – sostiene l’assessore. Ogni Distretto, salvo già annunciate deroghe montane, dovrà avere tra 80 e 150mila abitanti e ricalcherà i consorzi dei servizi sociali.

Per il Vco significa certamente un Distretto ossolano e uno del Verbano che potrebbe comprendere anche il Cusio a meno che non si mantenga l’attuale assetto, ancorché al di sotto delle soglie di popolazione. Saitta, infatti, immagina di averne in tutto il Piemonte “30-35, che diventano il braccio operativo delle Asl, responsabile per il governo della rete territoriale che comprende sia le cure primarie, sia le strutture intermedie  (i cavs, gli ospedali di comunità), sia la rete socio sanitaria dei servizi domiciliari, residenziali e semiresidenziali gestita in raccordo con il sistema dei servizi sociali”. I Distretti gestiranno le future strutture assistenziali. Ci saranno le Atf, Aggregazioni funzionali territoriali formate da 15-20 medici di base aggregati e da personale infermieristico; le Uccp, unità complesse di cure primarie, che saranno al massimo due per Distretto e saranno “centri multi professionali” con medici specialisti, pediatri e di medicina generale aperti 24 ore su 24.

Drastico il taglio delle strutture complesse e, quindi dei dirigenti. All’interno dell’Asl – in attesa di capire se verranno ridotte come chiede il governo – la dieta le farà scendere da 543 a 318.

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